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Pubblicato
nel 1998
In un futuro non troppo lontano, l'uomo potrà vivere
fino a centoventicinque anni, arrivando a questa veneranda
età nel pieno delle sue facoltà fisiche e mentali:
E' tutto scritto nel suo codice genetico.
Questo. Però, riguarda il domani. Oggi le cose sono
un po' diverse e la strada da percorrere è ancora lunga.
C'è molto da imparare e da capire. L'uomo deve guardarsi
dentro, profondamente e con umiltà. Deve valorizzare
la sua individualità. Scoprire chi è veramente
e che cosa vuole fare, prendere coscienza delle sue tante
capacità mentali ma anche dei suoi limiti fisici.
Questo libro vuole essere una guida verso la conoscenza. Insieme
muoveremo i primi passi alla ricerca di noi stessi. E, considerato
che nessun uomo è uguale a un altro, parleremo di individualità.
Ma, come scopriremo più avanti, anche di somiglianze,
delle caratteristiche che accomunano tanti di noi così
da formare veri e propri gruppi, sei per la precisione, con
comportamenti psicoformologici simili. E qui verrà
in aiuto una medicina vecchia di duemilacinquecento anni:
la medicina cinese, che ha catalogato gli esseri umani a seconda
delle loro peculiarità fisiche, scoprendo che a caratteristiche
simili potevano corrispondere anche tendenze comuni, sia dal
punto di vista della salute sia del carattere. E sarà
proprio questa antichissima filosofia a guidarci alla scoperta
del nostro io più profondo, a svelarci i nostri angoli
più remoti, perché da sempre studia e osserva
l'uomo, il suo comportamento.
Insieme vedremo quanto, a volte, può essere semplice
vivere. Impareremo ad affrontare la vita di tutti i giorni
con serenità, ad accettare anche i capitoli amari della
nostra esistenza. Parleremo di invecchiamento, di come fronteggiarlo
e accompagnarlo nella sua evoluzione. Perché un fatto
non si può certo contestare: tutti cominciamo ad invecchiare
nel momento stesso in cui veniamo al mondo. E' la vita, e
non ci resta che affrontarle per quella che è, risolvendo
giorno per giorno i problemi che si presentano. E per farlo
dobbiamo combattere nemici anche pericolosi che mettono a
dure prova la nostra resistenza. Fisica, sì, ma anche
psichica. Si tratta di personaggi ormai noti che chiamiamo
stress, ansia, infelicità
Conosceremo i cicli vitali, cambiamenti che il nostro fisico
subisce ogni sette anni: modificazioni che avvengono a livello
del metabolismo e che ci fanno cambiare marcia, mutando l'andamento
dell'intero organismo.
Vedremo come accompagnare questi mutamenti con metodi naturali.
Con una sana alimentazione, prima di tutto (perché,
come qualcuno dice, noi siamo quel che mangiamo), e poi imparando
a dominare le nostre pulsioni, meditando e rilassandoci nel
modo giusto e nel tempo necessario. Per non parlare dei ritmi
energetici e del nutrimento di cui ha tanto bisogno anche
il nostro spirito.
Ma, soprattutto, parleremo di intossicazione e del suo rimedio,
la disintossicazione. Scopriremo come, da solo, il nostro
corpo riesce ad eliminare le tossine in eccesso con un fenomeno
che prende il nome di autolisi. E quando non ce la fa più?
Allora vedremo come è possibile aiutarlo, dargli una
mano. E' più semplice di quanto si creda, l'importante
è captare anche i più piccoli segnali che esso
ci invia. Vere e proprie richieste di aiuto che troppo spesso
noi ignoriamo, spianando la strada a quelle che sono le malattie,
anche gravi, di cui soffriamo.
Conclusione : Lettera aperta ai miei figli
Questo libro vi avrà forse sorpreso e immagino vi sarete
chiesti per quale motivo io non abbia prima d'ora affrontato
direttamente con voi alcuni temi che ho sviluppato nel testo.
La risposta è semplice. Voi sapete con quanta attenzione
vostra madre ed io seguiamo la vostra vita e la vostra educazione,
e quanto esse siano al centro dei nostri pensieri. Sempre.
Ma il nostro è un compito assai delicato. Un intervento
costante e a tutto campo avrebbe potuto privarvi dei benefici
delle esperienze che avete il diritto e il dovere di affrontare
in prima persona. Esperienze che, solo se vissute, garantiranno
la vostra evoluzione.
C'è un tempo per ogni cosa.
Quando avevo venticinque anni e seguivo le lezioni del mio
professore di filosofia e medicina cinese, rimasi molto stupito
delle sue parole. Egli affermava, infatti, che solo con l'esperienza
accumulata negli anni un uomo avrebbe potuto considerarsi
davvero maestro di vita. Pensai, allora, che questi fossero
concetti conservatori, espressi al solo scopo di ottenere
il rispetto dei suoi insegnamenti e conservare l'autorevolezza
della sua opera.
Solo dopo aver raggiunto quell'età, dopo aver meditato
sul cammino da me percorso, dopo aver valutato i miei errori
e i miei successi, soltanto allora ho potuto misurare la saggezza
di quelle parole.
Nessuno, infatti, avrebbe potuto percorrere al mio posto il
cammino della mia vita, compiere i miei sbagli, vivere le
mie gioie, i miei dolori, le mie illusioni e disillusioni.
Tutte le esperienze hanno rappresentato un insegnamento, tutti
gli errori che ho commesso mi hanno consentito di capire ciò
che, oggi, devo veramente fare.
Ammetto, però, di aver avuto spesso la tentazione di
intervenire in alcuni momenti della vostra vita. Ma molto
più forte è stato in me il timore di pregiudicare
la vostra capacità di crescita personale, di ridurre
le vostre energie, anche se questa mia scelta ha di fatto
impedito una comunicazione più profonda con voi. Ma
vi ha permesso di crescere liberi.
Invecchiare bene significa apprezzare il fascino della semplicità.
E non è una cosa facile. Noi uomini siamo fatti di
dualismi, di contrasti. Invecchiando, il nostro corpo si sveste
per lasciare posto allo spirito che diventa un prezioso compagno
di viaggio. Al decadimento fisico si contrappone il nostro
sapere, lo spirito stesso cresciuto nel corso della vita diventa
l'amico più sincero, il punto cardine, se si è
riusciti ad alimentarlo in modo corretto.
Le vostre esperienze sono uniche. Abbiate dunque cure di lasciare
intatta la capacità di meravigliarvi. Lasciate che
il vostro dolore, le difficoltà, le vostre disillusioni
si traducano in nuove forze evolutive. Non perdete tempo con
il passato. Conoscerlo e trarne insegnamenti è fondamentale,
ma non permettete ai rimorsi e ai rimpianti di condizionare
il vostro presente.
Ricorderete certamente il patto che abbiamo stretto con vostra
madre: non mentirci, mai, per nessun motivo. Sapevo che questa
promessa avrebbe rappresentato il punto di forza della nostra
relazione. Una promessa che abbiamo sempre mantenuto.
Se vi ho chiesto questo è evidente che nel mio passato
ho sofferto delle mie menzogne e di quelle degli altri. Mi
sono trovato in situazioni che a volte mi hanno impedito di
esprimermi liberamente. Proprio la falsità e l'impossibilità
di essere noi stessi sono sorgenti di stress psicofisici molto
profondi. Troppo spesso, insomma, le bugie prendono il posto
dell'ideale, del sogno. Soprattutto quelle che raccontiamo
a noi stessi. Servono solo a procrastinare e ritardare scadenze,
appuntamenti con la nostra coscienza che ci terrorizzano,
anche se sono ineluttabili. Tutto questo è, troppo
spesso, all'origine di gravi squilibri.
Una menzogna è sempre un peso enorme da gestire e,
più di ogni altra cosa, impedisce la nostra evoluzione,
limita la nostra libertà. Le bugie non lasciano via
di scampo, bisogna sempre, prima o poi subirne le conseguenze.
Mai rimandare gli appuntamenti con la vita. Finireste per
avere poca considerazione di voi stessi e delle vostre reali
capacità, e tutto questo diventerebbe fonte di angoscia.
Più le nostre paure, per il timore di soffrire, di
confrontarci con noi stessi e con gli altri vengono assecondate
con delle menzogne, più il nostro stress aumenta.
Certamente standomi vicino avrete imparato ad alimentare il
vostro corpo in modo razionale, ma non dimenticate il nutrimento
spirituale ed intellettuale. Sfamate quotidianamente anche
il vostro cervello perché, come il vostro corpo, è
molto goloso. Nutritelo di novità, seguite le scoperte
meravigliose e importanti che la scienza compie.
La medicina moltiplica il potenziale della nostra vita, la
conoscenza è un mezzo di comunicazione universale.
Ma state attenti: questo nostro mondo sembra pronto a donarvi
il paradiso in terra, ma l'uomo pare non sia ancora pronto
ad accoglierlo, travolto com'è dalla volontà
di dominio sugli altri, dal desiderio di asservire ai suoi
desideri la volontà altrui. L'ignoranza è fonte
di stragi, come lo sono l'intolleranza e l'odio.
I giovani vengono spesso strumentalizzati dalle ideologie
estremiste che alimentano il narcisismo. Purtroppo, la differenza
fra gli uomini viene determinata ancora oggi dalla nascita.
Le condizioni in cui si viene al mondo significano, nella
maggioranza dei casi, maggiori o minori probabilità
di progresso, di realizzazione. Personalmente non faccio parte
di nessun partito politico, né di sinistra né
di destra, non seguo nessun dogma religioso. Cerco semplicemente
di essere uno spirito libero, indipendente, che rifiuta guru
e santoni. Cerco di non essere intollerante e la mia ambizione
è quella di coltivare il mio spirito e di coltivare
il mio corpo per poter proseguire senza ostacoli quello che
è il mio progetto evolutivo. Solo così potrò
trasmettere le conoscenze accumulate nel corso della mia vita
alle persone che mi sono care e a tutti coloro che incontro
sul mio cammino.
Prima di arrivare a queste considerazioni ho dovuto subire
e affrontare molte tempeste, tutte ugualmente esaltanti e
produttive. Ho navigato sempre in modo poco ortodosso ma con
lo sguardo volto alle mie mete, verso l'esperienza, la conoscenza,
il positivo. Le onde non mi hanno risparmiato, senza di loro
non avrei lottato e il mio essere più profondo sarebbe
rimasto nascosto.
Non sono nato con la camicia, nella mia famiglia istruzione
e cultura erano solo concetti astratti, addirittura sconosciuti.
Mi sono stati invece inculcati il senso del dovere, il rispetto
per le autorità, il sentimento di accondiscendenza.
Una frase, ricordo, mi veniva continuamente ripetuta: "Accontentati
di quello che hai, ringrazia Dio per quello che ti è
stato dato". Non ho mai accettato questo dogma, né
nessun' altra regola imposta senza prima averla capita a fondo.
Ho osato manifestare la mia differenza, ho lottato per la
mia libertà, ho disturbato, ho dato fastidio. Mi sono
sempre sentito un essere unico, come lo sono tutti quelli
che non vogliono accettare la mediocrità.
Un altro fattore ha fatto di me quello che sono ora: l'amore,
il nutrimento più grande per lo spirito. Ognuno di
noi ha bisogno di dare e ricevere amore. Chi è incapace
di questo è un automa, una macchina.
Ma anche l'amore ha le sue leggi. La prima volta che mi sono
sposato desideravo essere amato per me stesso, così
come voleva mia moglie. E' stato un fallimento. E' subentrato
poi il bisogno di "dare" amore e ho avuto la fortuna
di incontrare qualcuno che, come me, aveva bisogno di vivere
questo sentimento nella sua completezza. Era vostra madre.
Ho capito allora che solo come scambio, confronto e crescita,
l'amore diventa fondamentale.
In gioventù ho più volte creduto di aver finalmente
trovato un amore favoloso, che mi avrebbe dato la felicità.
Mi sono imbattuto in persone per le quali ho fatto pazzie,
ho messo in pericolo la mia vita, la mia salute e i miei obiettivi.
Insomma, ho rischiato tutto per conquistare quello che in
quel momento mi sembrava qualcosa di eterno. Rendendomi poi
conto che una volta soddisfatte le mie pulsioni, che si erano
rivelate solo di tipo sessuale, la conquista non aveva più
significato. Il tempo ha sbiadito questi episodi della mia
vita.
Ma la capacità e il desiderio di amare sono naturali
e fondamentali, per questo vanno coltivati. Io incontro migliaia
di persone ogni anno e mi rendo sempre più conto che
la povertà e la miseria più grande sono l'incapacità
di amare, la paura di essere ingannati, il timore di soffrire.
E invece, paradossalmente, è proprio la mancanza d'amore
a creare veri e propri disturbi psichici e fisici.
Ricordatevi che l'amore, se vissuto nella sua complessità
e semplicità insieme, non può portare alla sofferenza.
Non abbiate dunque paura d'amare, né di sbagliare.
Ognuno è unico e differente, noi per esempio siamo
partiti dallo stesso punto e potremmo anche avere mete diverse.
Questo non è importante, quello che è fondamentale
è che le mete corrispondano ai vostri desideri.
Alla fine, è fondamentale accettare che siamo soli
nelle nostre esperienze anche se abbiamo dei compagni di viaggio.
Ed è proprio la nostra solitudine, la nostra unicità
a farci accettare le differenze negli altri.
Non siate spettatori della vostra vita. Perseguite con coraggio
e costanza i vostri sogni, andate fino in fondo a voi stessi
e ai vostri desideri, esaltate al massimo tutto ciò
che c'è in voi in modo da liberare tutte le capacità
psicofisiche per le quali siamo fatti. Anche a costo di sacrifici.
Ricordate sempre che ognuno di noi è un essere unico
e irripetibile. Da quando l'uomo è comparso sulla terra
nessuno ha mai avuto esattamente la stessa struttura cerebrale
e la stessa formula sanguigna. Questo grande prodigio della
natura ci dà la misura esatta della nostra individualità;
mai incontreremo qualcuno che abbia esattamente le stesse
nostre capacità e possibilità. Ognuno di noi
è portatore di una missione, di un progetto personale
ed è nostro compito fare tutto ciò che è
possibile per portare a compimento ciò per cui siamo
stati creati.
E' necessario però sviluppare tutto questo nel rispetto
del corpo mentale che abbiamo ereditato. Questa individualità
non significa egoismo o mancanza di solidarietà o fratellanza,
come si potrebbe erroneamente intendere. Al contrario, i nostri
simili nella loro diversità ci permettono di percepire
e di capire meglio le nostre ambiguità ed esprimere
le nostre differenze. Ognuno, sviluppando il proprio progetto,
va a convergere in un grande disegno universale (vi dico questo
poiché a mio avviso esiste una grande intelligenza
superiore in grado di armonizzare e di dare un equilibrio
a tutte le forze che in questo progetto hanno parte). Nessuno
è indispensabile, ma ognuno di noi è necessario.
All'interno di questo disegno e di questi rapporti ritengo
sia essenziale instaurare una morale e un'etica liberamente
consentite che permettano la comunione e lo scambio dei beni
e delle idee.
Non prendete le distanze dallo straniero, non allontanate
chi vive, chi pensa o agisce in modo diverso da voi, non temetelo,
vi farà capire e imparare molto su voi stessi. Fate
attenzione alle proibizioni e ai divieti. Tutto ciò
che è proibito viene violato, tutto ciò che
non è permesso diventa oggetto di desiderio.
Per finire, voglio che comprendiate bene l'etimologia del
temine sacrificarsi: non significa soffrire, o privarsi di
gioie, ma rendere sacro, impegnarsi fino in fondo per sviluppare
al massimo della potenza le vostre capacità.
Lavorate quindi al vostro progetto, al fine universale, portatelo
sino in fondo: i risultati ottenuti vi ricompenseranno donandovi
una vita equilibrata e armonica con voi stessi e di conseguenza
con gli altri.
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Henri Chenot

Dominique Chenot |
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