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Pubblicato
nel 1994
La ricerca costante dell'uomo per meglio conoscere le sue
origini e capire i suoi fini passa attraverso il miglioramento
delle sue possibilità fisiche e spirituali. La realizzazione
personale nasce da una più ricca percezione di sé,
utilizzando al massimo il proprio potenziale vitale.
Il progresso scientifico ha creato una grande quantità
di specialisti diversi, la cui professione ha per scopo di
curare il malato, di curare una certa specifica malattia.
La medicina tradizionale, con l'aiuto dei laboratori farmaceutici,
le medicine alternative, come l'agopuntura, la naturopatia,
l'omeopatia, eccetera, propongono un insieme di tecniche per
vincere la malattia. Tutti noi speriamo che in futuro nuove
scoperte scientifiche apriranno nuovi orizzonti, e ci compenseranno
delle sconfitte subite in passato. Contemporaneamente noi
stiamo arrivando al sommo di un sistema sociale che ci ha
permesso di creare una società ricca di beni materiali
in cui però l'uomo, anziché arricchirsi, ha
trovato nuove angosce, nuovi squilibri.
Sono in tanti, in questo sistema, a sentirsi frustrati o esclusi,
a vivere di speranze illusorie, a non riuscire a mettersi
al passo con la propria evoluzione, con il personale inevitabile
cambiamento. In questi casi, molti si ritirano, rinunciano,
altri si stordiscono, altri ancora fanno finta che non stia
succedendo niente.
Eppure oggi più che mai abbiamo a nostra disposizione
una immensa quantità di risorse. Pensiamo solo alla
ricchezza dei mezzi di comunicazione che dovrebbero permetterci
di scambiare e sintetizzare i dati della nostra evoluzione,
mentre dobbiamo constatare che questi mezzi non fanno che
privilegiare alcuni o instaurare dei poteri malsani, a profitto
di una minoranza intellettualmente i grado di adattarsi ai
mutamenti.
Gli adolescenti affrontano lo studio come una competizione
che permetterà loro di distanziarsi dagli altri per
meglio scalare il successo, e non come un mezzo di arricchimento
e di acquisizione del sapere, indispensabile a scoprire anche
sé stessi, la propria identità e personalità,
in modo da potersi realizzare a seconda della propria vera
natura. Anche se volessero fare altrimenti non potrebbero,
perché l'insegnamento scolastico oggi non è
in grado di aiutare i giovani a ricercarsi, a scoprirsi, a
trovare la propria strada intellettuale e spirituale.
Inoltre gli esseri umani non nascono tutti uguali. Anche per
quel che riguarda la salute, ci sono i privilegiati che ,
grazie a una ereditarietà genetica fortunata, possono
attraversare ogni pericolo senza restarne feriti. E ci sono
quelli che privilegiati non sono. Questa situazione ci ricorda
che l'uomo è una individualità e che il suo
"terreno" è tutto. Nella mitologia greca
Esculapio aveva due figlie, Panacea che conosceva tutti i
rimedi per guarire, Igea che sapeva come evitare le malattie
e usare le proprie capacità al massimo. Oggi, la medicina
tradizionale segue solo i dettami di Panacea. Noi invece,
insieme, e attraverso questo libro, cercheremo di attenerci
anche alla sapienza di Igea, non solo per tenere lontano da
noi le malattie, ma anche per arricchire e potenziare il tempo
della nostra vita.
Nella prima parte del libro cercheremo di dare una serie di
risposte e di strumenti di conoscenza per poter capire meglio
i nostri malanni e le nostre inquietudini. Quindi affronteremo
quella fonte di grandi disturbi energetici che è l'alimentazione.
Oltre ai problemi di sovrappeso che una cattiva alimentazione
comporta, noi useremo il cibo come il più importante
rimedio per lottare contro i mille mali che si accaniscono
sulla maggior parte delle persone che vivono nei paesi cosiddetti
"avanzati".
Impareremo come l'anarchia e l'eccesso alimentare siano gli
ostacoli principali alla nostra piena realizzazione, non solo
fisica. Individuando il nostro "terreno", affrontando
una scelta alimentare personalizzata, senza tuttavia cadere
nel fanatismo e nel settarismo, potremo in parte liberarci
da certi errori che condizionano la nostra vita sociale e
affettiva, migliorando il potenziale intellettuale e psichico.
Ho incontrato troppi " malati di ignoranza ", che
mettono a rischio la loro vita fisica, familiare, sociale,
che entrano nella spirale infernale della "pillola"
, del farmaco per ogni malanno che li affligge: sono persone
che vagano da specialisti a maghi, da praticoni a furbacchioni,
senza capire che l'origine del loro malessere è in
loro, è il rifiuto di farsi carico di sé stessi,
di occuparsi finalmente, in profondo, della propria vita.
A questo punto l'uomo non è che una parodia di quello
che dovrebbe essere: volta le spalle alle sue possibilità
creative e diventa un paziente che si lamenta costantemente
per l'ingiustizia che lo ha colpito.
Questo libro è il frutto di una lunga ricerca tra le
persone, nel loro cuore e nella loro vita; da più di
vent'anni, ogni giorno parlo con uomini e donne di ogni età
e condizione, che vengono a sottopormi i loro problemi, a
raccontarmi il loro passato e il loro presente, a confidarmi
le loro speranze e le loro paure, a parlarmi della famiglia,
del lavoro, del sesso, della morte. Questo continuo dialogare
mi ha obbligato a riflettere, a studiare, a cercare, per poter
trovare delle risposte adeguate, che in qualche modo siano
di aiuto a chi ne ha bisogno. Tutta quella catena ininterrotta
di domande, io l'ho raccolta qui, e divisa secondo temi specifici,
per rendere più facile la lettura. Spero che qui ci
siano anche le vostre domande, anche le più segrete,
e che le mie risposte siano quelle di cui avete bisogno.
Conclusioni
Ora, forse, smetteremo di accusare tutto e tutti, il passato
e chi abbiamo incontrato per strada, le persone che ci stanno
vicino addirittura il destino, la malasorte. Avremo, ne sono
certo, la forza per non sentirci più impotenti verso
il presente e il futuro. Avremo imparato nuovamente, o anche
per la prima volta nella nostra vita. Ad ascoltare la nostra
voce, a non lasciarci sfuggire il nostro presente, ad accettarci,
così come siamo, in questo momento. Avremo uno scopo,
e non ultimo sarà quello di credere nella nostra potenzialità
e di metterla a frutto; una potenzialità fatta d'amore,
di capacità di dare e ricevere, in modo da poter scoprire
in noi molto più di quanto abbiamo scoperto finora,
iniziando un viaggio tutto nuovo e affascinante che ci consentirà
di scoprire le meraviglie del nostro corpo, del nostro cuore
ed ella nostra mente. La cosa più importante sarà
che, con il nuovo ardente desiderio di dare, impareremo a
scoprire gli altri.
Ci siamo mai chiesti perché facciamo certi sacrifici,
ci imponiamo una condotta, perché vogliamo utilizzare
il nostro corpo, la nostra psiche per raggiungere il meglio
delle nostre possibilità? Ora, alla fine di queste
pagine, la domanda sarà spontanea, e non sarà
difficile la risposta. Probabilmente qualcuno ancora non sarà
riuscito a costruire , a realizzare la sua piramide, perché
non ha ancora trovato le sue risposte, che sono quasi infinite,
così come quasi infiniti sono i perché, che
nascono alla fine di questa lettura. E la cosa mi sembra bellissima,
affascinante, anche se qualcuno stenterà a trovare
le sue risposte. In tanti anni di lavoro, incontrando tante
persone, sono giunto a una conclusione: la gente, sembra incredibile
ma è vero, manca d'amore.
Amore è un termine molto complesso, che non si esaurisce
nel suo significato più comune, così come il
rapporto a due non si esaurisce nell'unione fisica. L'uomo
è fatto per ricevere l'amore ma ancora di più
è fatto per darlo. Ma l'uomo oggi non sa più
donare amore, non sa come offrirlo:
molto spesso ha paura di dare amore, il che causa un grande
scompenso nel cuore e nella mente, perché in questo
silenzio, in questa reticenza, sconvolge le sue finalità:
e le sue finalità sono quelle di dare e ricevere amore.
In questo modo, sempre più simile a un caotico formicaio,
tutti sono alla ricerca di questa possibilità. Sia
a livello spirituale più sublime, alla ricerca di Dio
e del suo amore, sia a livello sessuale, familiare, tutto
tende verso l'amore. Qui nasce un grande problema: la gente
si comporta in modo strano, perché a livello cosciente
probabilmente non sa più di voler dare e ricevere amore
e reagisce in modo innaturale. Ad alcuni la carenza d'amore
provoca aggressività, ad altri invece angoscia: c'è
chi si tuffa nel lavoro con slancio fole, alla ricerca di
chissà cosa, c'è chi si droga e si perde, ci
sono quelli, e sono tanti, che si rendono indisponenti, odiosi,
per attirare su di sé quell'attenzione che non sono
riusciti a ricevere, a dare con l'amore.
Ma per dare amore, bisogna che ci sia l'altro disposto a riceverlo:
l'amore, a questo punto, deve poter uscire da noi non soltanto
con le parole, ma anche con i fatti concreti. Bisogna insomma
"trasudare" amore.
E perché ciò possa avvenire, è molto
importante avere un corpo in armonia. L'individuo che vive
in un rapporto armonico psicofisico sa donare questo bene
prezioso nel modo più naturale e semplice, mentre che
è stanco o energicamente scarico di energie fa più
fatica a offrire se stesso e il proprio amore. Bisogna cancellare
dal nostro volto, dalla nostra immagine, quella patina di
stanchezza, di delusione, di apatia, che ci segnalano come
persone incapaci di dare, di ricevere. Spesso ilo modo di
dare amore non scorre su un sentiero facile. Abbiamo bisogno
di impegnarci, di essere forti, umili, aperti agli altri,
non chiusi in noi stessi.
Questa meravigliosa finalità umana, noi l'abbiamo in
parte persa di vista perché ci muoviamo in un mondo
inadatto a tenere conto dell'amore: ed è per questo
che ci muoviamo nella sofferenza, nell'angoscia, nello smarrimento:
Eppure viviamo in un tempo in cui pare indispensabile piacere:
pensiamo per esempio a chi sprofonda nell'anoressia per dimagrire,
quindi per essere più attraente, per piacere. Ma piacere
come, piacere a chi? Piacere solo esteticamente, piacere solo
agli altri, dimenticando che dobbiamo anche piacere a noi
stessi: perché se vogliamo amare nel modo giusto gli
altri, dobbiamo prima di tutto imparare ad amare noi stessi,
e nel modo più dolce, sereno, vero. Dobbiamo imparare
a riappropriarci dell'amore, verso gli altri, verso noi stessi,
amando prima di tutto il nostro corpo, la nostra salute, il
suo equilibrio, il suo cambiamento nel tempo. Amarsi, accettarsi,
trovare il meglio di sé: per darlo agli altri, e farsi
amare, accettare, per quel meglio che abbiamo riscoperto in
noi.
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Henri Chenot

Dominique Chenot |
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